La Storia - Padri Barnabiti Provincia Centro Sud

Vai ai contenuti

Menu principale:

Missione Albania
 

La Storia

Ripercorrere le tappe fondamentali di questa opera significa, innanzitutto, narrare la storia di uomini e donne, religiosi, che con coraggio e fiducia hanno affrontato le numerose difficoltà e i gravi pericoli connessi ad una nuova fondazione in una terra ancora profondamente segnata dalla ferocia del comunismo, dalla chiusura dei luoghi di culto e dall’affermazione delle armi sulla dignità degli uomini. È quindi la storia di mani tese verso un popolo affamato, sprovvisto di molti beni primari e soprattutto avulso dal sentimento religioso, conservato segretamente solo dagli anziani, che facevano tesoro di una cultura e di un modo di vivere, precedente all’efferatezza della dittatura.

 

La missione in Albania è stata autorizzata dalla Consulta Generalizia il 9 luglio 1996. Appena un mese dopo, partirono i primi due barnabiti, p. Ferruccio Trufi e p. Giovanni Nitti, i quali diedero inizio alla nuova fondazione. La scelta di insediarsi nell’agglomerato urbano di Milot fu consigliata, sebbene le consapevoli difficoltà del luogo stesso, dal Vescovo di Tirana che già in precedenza aveva sollecitato più volte i Barnabiti a stabilirsi in questo paese.
All’inizio della loro permanenza in Albania, i padri furono ospitati presso un’altra comunità religiosa, i Rogazionisti - insediati a Shënkoll, cittadina poco distante da Milot -, così da provvedere a ristrutturare la canonica della chiesa e un'altra casetta sullo stesso terreno, affidata poi alle consorelle Angeliche.

 


Qualche mese dopo, il 6 dicembre 1996, festa di San Nicola dal quale prende il nome la chiesa di Milot, il vescovo della diocesi Durazzo-Tirana con una solenne celebrazione, affidava ufficialmente la missione di Milot ai Padri Barnabiti. Le difficoltà di questa nuova opera emersero immediatamente. Non fu semplice insediarsi nel territorio, riscattare i terreni, ristrutturare la casa e recintare la missione, soprattutto in clima socio-economico particolarmente teso che esplose in occasione dello “scandalo delle finanziarie” nel 1997, portando il paese sull’orlo della guerra civile. Infatti, in pochi mesi la popolazione albanese, che nel frattempo si era armata, insorse contro lo Stato colpevole di aver bruciato i risparmi delle famiglie che avevano confidato nelle compagnie finanziarie fallite per gli alti tassi di interessi promessi. La crisi sociale innestata in questo anno fu tale che gli stessi padri furono assaliti e derubati nella loro casa, ma nonostante l’indicazione dell’Ambasciata italiana, della Curia Generalizia e della Provincia di rientrare in Italia, rimasero accanto alla popolazione in difficoltà, sebbene la totale anarchia e la loro vita messa in pericolo a causa della violenta ribellione.

 


Nel luglio del 1998 i Barnabiti presero definitivamente possesso della canonica, ormai quasi del tutto ristrutturata, mentre le consorelle Angeliche, infaticabili nella loro opera a sostegno dei padri e della popolazione, occupavano la casetta adiacente la canonica. Nel settembre del 1998 ai padri Trufi e Nitti, si unì padre Giovanni Peragine.
Con la presenza di un altro padre si poté avviare l’attività pastorale anche in altri villaggi intorno a Milot, oltre ad incrementare le attività di catechesi, di amministrazione dei sacramenti e ad organizzare dei laboratori di lingua inglese e italiana nella missione.
Terminata la ristrutturazione della canonica, il 1 settembre 1998, iniziarono i lavori nella chiesa di San Nicola, riconsacrata il 7 maggio 1999 con una solenne celebrazione eucaristica celebrata da Mons. Rrok Mirdita.
Il 9 maggio, lo stesso Vescovo elevò la Parrocchia a Santuario diocesano di S. Nicola, santo molto venerato tra la popolazione albanese.
Nello stesso anno, padre Trufi fu richiamato in Italia. Anche se con un membro in meno, la comunità dei padri composta dai padri Nitti e Peragine, continuò a portare avanti numerose attività fino al 2003, quando p. Nitti rientrò definitivamente in Italia per motivi di salute.

Nel 2000 iniziarono i lavori per costruire il “Centro Agorà”. Questo centro polivalente sorge adiacente alla chiesa e offre gli spazi necessari per svolgere varie attività quali il doposcuola, i corsi di lingua inglese, di lingua italiana e d’informatica. Ma viene anche utilizzato per attività ricreative e come spazioper i laboratori estivi. Nello stesso anno fino al 2003 circa, sono stati avviati i lavori nei villaggi di Skuraj, FushëMilot e Shkopet, nei quali sono state edificate delle cappelle per celebrare la Messa e un poliambulatorio. Queste località, rurali e di montagna, sono di competenza territoriale della missione di Milot e seguite dai missionari con il catechismo e la celebrazione della S. Messa e delle funzioni religiose.

Dal 2002 ad oggi si sono succeduti diversi sacerdoti accanto a padre Peragine, attuale parroco. Ricordiamo in particolare p. Roberto Cagliani (2001-2005), p. Luiz Carlos Gonҫalves (2007-2009), p. Domingo Pinilla (2010-2013), P. Vito Giannuzzi (2014).

Da maggio 2010 a maggio 2011 la missione ha visto ulteriori lavori di ristrutturazione. Abbattuta la casetta delle Angeliche, per motivi di sicurezza, al suo posto è stato creato un piccolo portico e accanto costruita una nuova casa più spaziosa per le suore e per gli ospiti. Nel gennaio del 2011 a causa di un incendio per un cortocircuito elettrico, sono stati eseguiti degli urgenti lavori interni alla chiesa di San Nicola.
Nell’ottobre del 2013, infine, è stata edificata una nuova chiesetta in prossimità di FushëMilot intitolata a Gesù Misericordioso. Quest’ultima costruzione è stata necessaria per accogliere ed evangelizzare la popolazione di una nuova zona che in questi anni ha visto un forte sviluppo urbano, a seguito dello spopolamento delle zone montuose, che invece restano luoghi ancora molto isolati e difficili da raggiungere. La nuova chiesetta, come le altre, prevede uno spazio giochi dove le famiglie possono intrattenersi con i loro piccoli.

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu